venerdì 10 settembre 2010

Consorzio per i Servizi Sociali: un incomprensibile autogol

L’OPINIONE

10 settembre 2010

Mancano diversi mesi alle elezioni amministrative e quindi ci attendono
ulteriori sviluppi della polemica sul buco del Consorzio servizi sociali. Una
polemica in gran parte interna ai partiti di opposizione  che si dedicano con
tenacia alla reciproca delegittimazione. Ci si poteva aspettare che si
unissero, dimenticando per un po’ divisioni e antipatie, per chiedere conto e
ragione a chi amministra saldamente Ravenna da tanto tempo, ma non è andata
così.

Il buco del Consorzio è  stato un incubo per molti, più all’inizio, quando si
è scoperto.
Riepiloghiamo i fatti che si conoscono dai resoconti apparsi sulla stampa:
1. il buco nel bilancio del Consorzio è di circa 9,5 milioni di euro, una
cifra più che ragguardevole emersa nel corso della liquidazione dell’ente.
2. il buco si è accumulato nel corso di più anni.
3. questo importo, seppur non contabilizzato, è servito per erogare i servizi
e le assistenze richieste.
4. ci sono alcune diversità di interpretazione dei contratti stipulati dal
Consorzio con le cooperative sociali che erogano i servizi. Diversità che però
incidono relativamente.
5. la validità e la qualità dei servizi erogati non sembrano essere in
discussione, se non in una casistica che rientra nella normalità
6. non siamo in presenza di malversazioni o distrazione di fondi.

L’attenzione si è focalizzata sulla presunta incapacità/inadeguatezza del
management e degli organi di amministrazione e controllo del Consorzio.  Un 
aspetto  di non poco conto, che è più che giusto  esaminare e approfondire per
le conseguenze che potrebbero esserci anche in sede giudiziaria.
Forse la commissione d’indagine del consiglio comunale riuscirà a far
chiarezza sulle ragioni di questo incomprensibile autogol, sul perché non siano
state contabilizzate prestazioni effettivamente fornite. Una commissione di
indagine che ha lavorato fra mille polemiche  e personalismi e che ha messo in
evidenza come la politica sia prigioniera di  contrapposizioni pregiudiziali e
impregnata di giustizialismo tout court. Un’altra occasione persa.

Su questa vicenda, che certamente non si esaurirà in breve tempo e che vedrà
altre polemiche, aleggia però un interrogativo che nessuno esprime apertamente
perché denso di risvolti: cosa sarebbe successo se il “buco”  fosse stato
regolarmente  contabilizzato nei bilanci del Consorzio?

Carlo Zingaretti
Ravennadomani

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